DaD e smart working: l’impatto sulla vista

Le misure di distanziamento sociale legate alla prevenzione del contagio da coronavirus hanno imposto o ampliato enormemente l’uso di strumenti di lavoro fino a poco tempo fa considerati accessori. Lo smart working (o lavoro agile) e la didattica a distanza (DaD) sono entrati prepotentemente nella vita di lavoratori e studenti, cogliendoci per lo più impreparati nella organizzazione degli spazi e dell’ergonomia del lavoro (soprattutto per gli studenti), senza una effettiva regolamentazione e limitazione delle ore trascorse davanti a dispositivi elettronici, senza un controllo della adeguatezza degli spazi e degli strumenti e senza un supporto emotivo che tenga conto dell’impatto dell’isolamento e della forzata sedentarietà sull’umore e la produttività della persona. La prolungata postura scorretta rischia di fare emergere disturbi muscolari e articolari latenti e di provocarne di nuovi. La prolungata e costante applicazione della vista da vicino davanti a schermi digitali (tra computer, tablet, smartphone e tv si arriva facilmente alla quasi totalità della giornata!) ha una importante ricaduta negativa sulla vista e sugli occhi. Vediamo il perchè:

  • la visualizzazione su uno schermo digitale è diversa dalla lettura di una pagina stampata a causa della variabilità di nitidezza, luminosità e livello di contrasto dei caratteri sullo sfondo, per la presenza di abbagliamento e riflessi sullo schermo, per l’inadeguatezza dello schermo (che può essere troppo piccolo, troppo vicino o troppo lontano, in posizioni scomode per il collo e per gli occhi).
  • Le attività con uso di device elettronici attirano costantemente l’attenzione della persona, riducendo la frequenza dell’ammiccamento (quanto spesso battiamo le palpebre). Ciò comporta maggiore evaporazione delle lacrime con potenziale compromissione della loro funzione protettiva/lubrificante e conseguente sensazione di secchezza oculare e/o di riduzione della qualità visiva.
  • l’uso di occhiali non adatti alla distanza ‘da computer’, la non correzione o non adeguata correzione di difetti di vista, disturbi della binocularità ecc. influiscono sul comfort e sulle prestazioni davanti ad uno schermo digitale.
  • la Computer Vision Syndrome (CVS) indica un insieme di disturbi visivi che compaiono durante e dopo periodi prolungati di applicazione su display elettronici, computer, smartphone, tablet. I sintomi sono l’affaticamento visivo (astenopia), come risposta ad uno sforzo muscolare di messa a fuoco troppo prolungata, la visione offuscata o sdoppiata, bruciore, prurito, secchezza e arrossamento, fino a disturbi neurologici come mal di testa, nausea, astenia, e muscolo-scheletrici, come dolori al collo e alla schiena.

Accorgimenti e soluzioni:

Fondamentale è osservare e correggere la postura che si assume durante l’utilizzo dei device elettronici. Ad esempio la schiena va appoggiata allo schienale della sedia, il collo non deve essere piegato o inclinato, il piano del tavolo non deve essere troppo alto o troppo basso per non causare posizione innaturale di gomiti, spalle e polsi; la mano non deve essere accartocciata sul mouse, le gambe non vanno accavallate storcendo la schiena, lo schermo deve essere equidistante dai due occhi.

I problemi visivi vanno corretti adeguatamente corretti, tenendo ben presente che dopo i 40-45 anni di età la correzione necessaria per vicino è diversa da quella per lontano e che la distanza di lettura e quella a computer sono diverse e richiedono spesso correzioni specifiche diverse. Usare un occhiale sbagliato o la porzione sbagliata delle lenti progressive causa affaticamento visivo se non proprio l’impossibilità di svolgere il proprio lavoro.

Fare delle pause: rimanere a lungo in luoghi chiusi riduce drasticamente la quantità di attività fisica svolta dal nostro corpo, con conseguente irrigidimento muscolare, peggioramento del tono dell’umore, demotivazione e abbattimento fisico ed emotivo. L’esposizione alla luce solare, infatti, catalizza una serie di reazioni che portano, tra le altre, all’inibizione della degradazione della serotonina, prolungando l’attività di quello che è considerato l’ormone del benessere. Una passeggiata durante la pausa pranzo, una pausa di 10 minuti ogni ora, distogliere spesso gli occhi dallo schermo per 30 secondi, fissando lo sguardo all’infinito in lontananza e rilassando la messa a fuoco prima di ritornare a lavorare…sono tutti piccoli fondamentali accorgimenti per aiutare gli occhi.

Lo schermo del pc deve essere posizionato ad una distanza di 50-70 cm, appena sotto il piano oculare, in modo che la normale linea di visione vada verso il centro del monitor. Mantenere una distanza di lavoro adeguata facilita una visione comoda. Regolare luminosità, contrasto e nitidezza dello schermo, assicurarsi che non ci siano riflessi e bagliori sullo schermo.

Anche l’illuminazione ambientale è importante ed è da preferire quella naturale. Quando si debba ricorrere alla luce artificiale, questa dovrebbe essere il più possibile simile alla luce naturale. Gli ambienti bui rendono difficile la messa a fuoco e impediscono di rilassare lo sguardo guardando lontano durante le pause dal lavoro.

Bambini e dispositivi digitali: la sindrome di affaticamento visivo (astenopia) colpisce anche bambini e ragazzi! Non è normale, non è fisiologico né sano passare ore davanti al computer in videolezione, non  trascorrere tempo all’aria aperta, non fare attività fisica, e svolgere ogni attività scolastica e ricreativa davanti a telefono o monitor! 

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La miopia tra i giovani e i bambini è in netto aumento, passando in Europa, in 20 anni, dal 25% al 42% dei ragazzi. Nei paesi asiatici negli ultimi 15 anni ci si sta avviando verso il 100% di ragazzi miopi.

Tutti gli studi indicano due attività da diffondere e da rendere operative per prevenire o frenare la miopia del bambino: la prima è sicuramente quella di stare 2-3 ore al giorno all’aria aperta, quando possibile, specialmente nell’orario intorno a mezzogiorno perché sembra che le a luce naturale del sole abbia una funzione difensiva nell’evoluzione della miopia. Per cui i bambini che stanno meno all’aria aperta, come accade purtroppo oggi, sono più predisposti a far progredire la loro miopia. L’altra cosa da ricordare è che quando si svolge un’attività da vicino, come ad esempio l’utilizzo di computer o videogiochi, è importante ogni 20 minuti fermarsi per circa 30 secondi, distogliere gli occhi dallo schermo, per fissare lo sguardo all’infinito in lontananza e rilassare la messa a fuoco prima di ritornare a lavorare. Nei bambini la messa a fuoco è automatica e il mantenere questa tensione ininterrottamente, senza fare piccole pause di 30 secondi, sembrerebbe collegato con l’aumento della miopia. E questo è qualcosa che dobbiamo riuscire a diffondere agli insegnanti, soprattutto quando applicano obbligatoriamente la scuola telematica come in questo periodo. 

Queste sono ormai indicazioni consolidate, verificate e validate a livello internazionale. Nella didattica a distanza per i bambini è ovviamente fondamentale anche ridurre le ore rispetto al normale orario scolastico e comunque prevedere degli intervalli, in particolar modo nei ragazzi dagli 8 ai 12-13 anni poiché è l’età in cui normalmente si sviluppa la miopia. 

Tra i dispositivi disponibili in casa, scegliete per i ragazzi quali col monitor più grande (meglio studiare a computer piuttosto che su telefono), da tenere a una distanza di lettura di 70-80 cm, per sforzare meno gli occhi. Evitare di guardare film sul telefonino. 

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