L’UVEITE

Con il termine uveite viene indicata l’infiammazione della tunica media dell’ occhio. In base alla localizzazione dell’infiammazione si distinguono uveiti anteriori, intermedie e posteriori, e in base all’evoluzione si distinguono uveiti acute, recidivanti e croniche.

I sintomi più frequenti includono fotofobia, dolore e annebbiamento.

La condizione può interessare uno e entrambi gli occhi e colpisce principalmente le persone tra i 20 e i 50 anni ma può colpire anche i bambini.
Le cause più frequenti di uveite sono l’infezione batterica o virale, infammazioni extraoculari e malattie infiammatorie autoimmuni. Molto spesso l’uveite è idiopatica, ossia non è riconducibile a una causa apparente o primitiva. La diagnosi tempestiva è importante per prevenire complicazioni anche gravi della malattia.

SINTOMI

I sintomi includono dolore orbitario, fotofobia (fastidio alla luce), lacrimazione, annebbiamento, riduzione del visus. Possono comparire miodesopsie (visione di corpi mobili fluttuanti, moschine, ragnatele, puntini).

CAUSE

In circa il 50% dei casi l’uveite si presenta senza una causa apparente o primitiva.

Nei restanti casi l’uveite può avere eziologia virale, più frequentemente batterica, oppure parassitaria. Tra le uveiti virali le più frequenti sono senz’ altro quelle da herpes simplex ed herpes zoster. Le altre uveiti virali si verificano in corso si influenza, parotite, varicella, rosolia e morbillo ed hanno evoluzione benigna se non in presenza di una concomitante immunodepressione. Le forme parassitarie possono essere causate da protozoi ( toxoplasma gondii, plasmodium malariae, entamoeba histolitica ), oppure da elminti ( onchocerca volvulus, toxocara canis, toxocara cati, taenia ecchinococcus, tenia solium ).

L’uveite può essere immunopatologica, oppure far parte delle cosiddette forme ‘focali’ ossia focolai infiammatori extraoculari più o meno clinicamente silenti che determinano, attraverso l’ immissione in circolo di tossine, una infiammazione dell’ uvea. Le infiammazioni extra-oculari più frequentemente responsabili di uveiti sono i focolai tonsillari, sinusali, i granulomi dentali o le affezioni croniche del parodonto.

Altre patologie nel corso delle quali si può riscontrare l’uveite sono malattie autommuni come la spondilite anchilosante, il morbo di Still, la sindrome di Reiter, la sarcoidosi, la psoriasi e la malattia di Bechet.

Le complicazioni possibili dell’uveite non trattata includono glaucoma, cataratta, danno al nervo ottico, distacco di retina, riduzione visiva permanente. L’uveite può recidivare.

ESAMI DI SCREENING

L’uveite può presentarsi come sintomo di disordini autoimmunitari o come manifestazione di processi infiammatori extra oculari. Per rintracciare le possibili cause l’oculista può prescrivere al paziente una serie di esami di screening che comprendono: esami immunologici (Proteina C reattiva, Reuma Test, Gamma Globouline, Dosaggio immunoglobuline, Anticorpi anti-nucleo, Anticorpi anti-mitocondri, anticorpi anti-microsomiali, anticorpi anti-muscolo liscio, anticorpi anti-tireoglobulina, anticorpi anti-tireoperossidasi, Anticorpi anti-recettori TSH) ed esami ematologici (Emocromo, Emoglobina, GR, GB, Piastrine, Ematocrito, VES).

TRATTAMENTO DELL’UVEITE

Se l’uveite è causata da una condizione sistemica occorre intervenire per curare la causa principale. Per ridurre l’infiammazione oculare vengono prescritti dall’oculista colliri anti-infiammatori corticosteroidei. Può essere necessaria talvolta l’iniezione retrobulbare o intravitreale di farmaci corticosteroidei.

 

 

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