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Informazioni su marycimetta

Born in 1977 in Bologna, where I live, have a family and work. My first contact with street photography dates back to a family vacation, when I was a little girl. My grandparents gave me a camera to play with and I snapped a whole film roll of photos of strangers. Needless to say that it was the first and last time they lent me a camera. I rediscovered photography many years later as a happy and proud parent, shooting the deeds of my kids. Then out of curiosity and compulsiveness I started studying and experimenting with it and I finally got the street bug hanging around street photographers friends. What fascinated me in street photography was its capriciousness and unpredictability, and the way it joins curiosity, spirit of observation and imagination. To me street photography is a way to look at the ordinary and see the unusual in it. A way to look at spontaneous happenings and see special or decisive moments in them. A way to reinterpret reality and find in everyday situations icons of the human behavior and of our society.

SMART-WORKING E DIDATTICA A DISTANZA: COME DIFENDERE I NOSTRI OCCHI DALL’AFFATICAMENTO VISIVO 

In questi mesi di emergenza coronavirus abbiamo trascorso, e stiamo ancora trascorrendo, moltissimo tempo in casa, lavorando o studiando a computer, passando molte più ore del solito davanti a cellulare, tablet, tv e monitor, sottoponendo i nostri occhi a un costante sforzo da vicino. Le ore di connessione e la costante applicazione da vicino hanno però conseguenze sulla nostra vista, causando disturbi oculari o visivi, in particolare:

Bruciore degli occhi

Disturbi della secrezione lacrimale: iperlacrimazione o secchezza oculare

Dolenzia oculare

Visione annebbiata o sfuocata

Fastidio alla luce

Mal di testa

Le cause di questi disturbi sono la prolungata fissità dello sguardo sullo schermo, i difetti visivi non corretti o mal corretti, la cattiva illuminazione, il contrasto eccessivo o troppo scarso di luminosità tra schermo e ambiente di lavoro, la presenza nell’ambiente di fumo.

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Cosa si può fare:

  • Prenditi delle pause: alza frequentemente gli occhi, distogliendoli dallo schermo e mettendo a fuoco un oggetto lontano per una ventina di secondi. Riposa la vista per una decina di minuti ogni ora e approfittane per sgranchirti un po’. Non passare più tempo dello stretto necessario davanti ai monitor.
  • Scherma le finestre con tende adeguate.
  • Usa una lampada da tavolo.
  • Inclina il monitor per eliminare eventuali riflessi.
  • Il computer va rivolto verso il centro della stanza e non verso il muro e ad almeno 60-70 cm dagli occhi.
  • Regola il contrasto, la luminosità e la grandezza dei caratteri del monitor perchè siano confortevoli.
  • Pulisci periodicamente lo schermo.
  • Rinnova l’aria dell’ambiente di lavoro.
  • Utilizza sempre le eventuali lenti correttive, quando prescritte.
  • Batti spesso le palpebre. Eventualmente usa lacrime artificiali o spray oculari per lubrificare la superficie oculare e alleviare sintomi quali bruciore e secchezza oculare.

Bambini e dispositivi digitali: la sindrome di affaticamento visivo (astenopia) colpisce anche bambini e ragazzi! Non è normale, non è fisiologico né sano passare ore davanti al computer in videolezione, non  trascorrere tempo all’aria aperta, non fare attività fisica, e svolgere ogni attività scolastica e ricreativa davanti a telefono o monitor! 

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LA MIOPIA

La miopia tra i giovani e i bambini è in netto aumento, passando in Europa, in 20 anni, dal 25% al 42% dei ragazzi. Nei paesi asiatici negli ultimi 15 anni ci si sta avviando verso il 100% di ragazzi miopi.

Cosa si può fare?

Tutti gli studi indicano due attività da diffondere e da rendere operative: la prima è sicuramente quella di stare 2-3 ore al giorno all’aria aperta, quando possibile, specialmente nell’orario intorno a mezzogiorno perché sembra che le a luce naturale del sole abbia una funzione difensiva nell’evoluzione della miopia. Per cui i bambini che stanno meno all’aria aperta, come accade purtroppo oggi, sono più predisposti a far progredire la loro miopia. L’altra cosa da ricordare è che quando si svolge un’attività da vicino, come ad esempio l’utilizzo di computer o videogiochi, è importante ogni 20 minuti fermarsi per circa 30 secondi, distogliere gli occhi dallo schermo, per fissare lo sguardo all’infinito in lontananza e rilassare la messa a fuoco prima di ritornare a lavorare. Nei bambini la messa a fuoco è automatica e il mantenere questa tensione ininterrottamente, senza fare piccole pause di 30 secondi, sembrerebbe collegato con l’aumento della miopia. E questo è qualcosa che dobbiamo riuscire a diffondere agli insegnanti, soprattutto quando applicano obbligatoriamente la scuola telematica come in questo periodo. 

Queste sono ormai indicazioni consolidate, verificate e validate a livello internazionale. Nella didattica a distanza per i bambini è ovviamente fondamentale anche ridurre le ore rispetto al normale orario scolastico e comunque prevedere degli intervalli, in particolar modo nei ragazzi dagli 8 ai 12-13 anni poiché è l’età in cui normalmente si sviluppa la miopia. 

Tra i dispositivi disponibili in casa, scegliete per i ragazzi quali col monitor più grande (meglio studiare a computer piuttosto che su telefono), da tenere a una distanza di lettura di 70-80 cm, per sforzare meno gli occhi. Evitare di guardare film sul telefonino. 

La miopia aumenta con lo sviluppo e si modifica negli anni, per cui è consigliabile per bambini e ragazzi effettuare con regolarità una visita oculistica, soprattutto quando si ha una familiarità per i difetti visivi (genitori che portano gli occhiali, o che presentano strabismo o ambliopia, che hanno malattie oculari ecc.).

“A causa dell’emergenza coronavirus, un grande numero di pazienti affetti da disturbi e malattie visive non ha più avuto accesso alle visite e cure oculistiche, in quanto ridotte o sospese negli ospedali e negli ambulatori. La gravità di questo dato è stata amplificata dal fatto che per paura di essere contagiati moltissimi pazienti hanno interrotto le cure in atto e non si sono più recati a visita negli ambulatori e negli studi professionali, senza avere piena consapevolezza delle conseguenze. In assenza di visite e dei necessari  interventi, questi pazienti rischiano infatti danni permanenti alla vista”. A lanciare l’allarme è la SOI, Società Oftalmologica Italiana. 

Ci auguriamo che nella cosiddetta Fase 2, seguendo tutte le indicazioni di sicurezza previste per ridurre e prevenire i rischi di contagio, a tutti i pazienti venga riconosciuto il diritto alla cura e la possibilità di salvaguardare la propria vista.